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Valutazione del rischio

 

Si presenta, di seguito, un'indicazione metodologica relativa alla valutazione dei rischi finalizzata alla redazione del piano di sicurezza nell'ambito di un progetto–cantiere.

Tale metodo, come altri indubbiamente soggettivo, presenta, d'altro canto, elementi e caratteri di sintesi e di rappresentatività della distribuzione del rischio nell'ambito di un'attività di produzione finalizzata alla realizzazione di una specifica opera.

La complessità del cantiere, le diverse fasi produttive, le molteplici situazioni di pericolo, vengono considerate in ogni relazione operazione–pericolo, ma anche confrontate tra loro.

Si tratta di un procedere euristico che conduce il pianificatore–valutatore attraverso l'evolversi del cantiere, inducendolo al soffermarsi a considerare, di volta in volta, le "relazioni pericolose" che possono trovare luogo durante le diverse fasi di lavoro. Il risultato finale, però, evidenzia gli ambiti di criticità, i rischi caratteristici ¾ e la loro dimensione ¾, del progetto–cantiere[1].

Un'operazione preliminare alla valutazione del rischio consiste nell'analisi del processo produttivo che descrive le varie fasi del cantiere suddivise in macro–operazioni e micro–operazioni per giungere, compilando una WBS (Work Breakdown Structure), ad una lista delle operazioni. In seguito, per tutte le operazioni individuate si procede all'individuazione e analisi dei pericoli.

Diverse operazioni possono prevedere medesime situazioni di pericolo per le quali, generalmente, potranno essere adottate singole misure di prevenzione e protezione. Una lista finale dei pericoli considererà quindi tutte le situazioni pericolose scartando le ricorrenze.

 

Schema 1 Analisi del progetto–cantiere, generazione della lista delle operazioni e della lista dei pericoli.

Le due liste ottenute: una relativa alle operazioni l'altra ai pericoli trovano inserimento, la prima lungo le righe l'altra lungo le colonne, in diverse matrici grafiche di valutazione. Il contenuto delle matrici è costituito da punteggi numerici (valori) posti agli incroci prevedibili tra operazioni e pericoli.

Le matrici base utilizzate nella valutazione sono le seguenti:

Matrice di valutazione delle probabilità (MP)[2]

Matrice di valutazione delle magnitudo (MM)[3]

L'utilizzo di queste matrici permette l'assegnazione di punteggi di valutazione per ogni relazione fase di lavoro–pericolo; tale operazione deve essere condotta tenendo in considerazione le specificità del progetto–cantiere analizzato. L'utilizzo di campiture colorate facilita la lettura complessiva della distribuzione dei punteggi. I totali di riga offrono un valore comparabile relativo alle diverse operazioni mentre i totali di colonna danno indicazione in merito alle grandezze attinenti ai pericoli.

L'ordinamento di questi risultati in relazione al rango consente la formulazione di una prima interpretazione sull'effettiva connotazione del rischio.

Queste prime matrici offrono la possibilità di considerare il rischio nelle due componenti base esprimendo i possibili incroci in valori di probabilità e di magnitudo.

La combinazione di queste due variabili in una terza Matrice di valutazione degli ambiti di rischio (MAR)[4] offre una prima rappresentazione della distribuzione del rischio relativamente al progetto–cantiere esaminato. Il rischio in questo caso e rappresentato come prodotto, cella per cella ¾ l'elemento di una matrice per l'elemento posto nella medesima posizione nell'altra ¾, dei valori assegnati alle probabilità per i valori relativi alle magnitudo.

Ottenuta una prima definizione degli ambiti di rischio diviene necessario fare interviene un nuovo elemento di analisi che consiste in una Matrice dell'entità delle operazioni (MEO) che fa riferimento alla durata e al fabbisogno di lavoro di ogni singola fase di lavoro. In precedenza dev'essere computa l'entità in uomini–giorni di ogni singola operazione. I valori contenuti in questa matrice composta da un'unica colonna sono costituiti dai valori percentuali ogni singola operazione rispetto al totale. In questo modo è possibile ottenere un valore il quale, introdotto nella matrice di valutazione degli ambiti di rischio (MAR), fornisce una nuova rappresentazione che tiene in considerazione i dati della potenziale esposizione al rischio data dalla Matrice dell'entità delle operazioni (MEO)[5].

Si tratta evidentemente di una valutazione sintetica del rischio che considera in modo esaustivo e, al contempo, chiaro l'intera distribuzione del rischio riferita ad uno specifico progetto–cantiere costituendo un'operazione di screening finalizzata all'impostazione della pianificazione di sicurezza vera e propria.

Va ricordato che la valutazione del rischio è un'attività presente costantemente in ogni scelta produttiva e che non può trovare soluzione e carattere di esaustività nella redazione di un singolo elaborato[6].

Schema 2 Matrici di valutazione.

Valutazione del rischio: definizione matematica

 

Le matrici grafiche MP e MM possono essere trascritte secondo la seguente formulazione:

(2.1)

e da

     (2.2)

Gli Ambiti di rischio (MAR) corrispondono quindi a:

(2.3)

La seguente matrice rappresenta la percentuale rispetto al totale di ogni singola fase lavorativa l computata in uomini/giorno:

(2.4)

Si ottiene poi la (2.5) che riporta i Livelli di rischio (MLR):

(2.5)



[1] Si fa riferimento al progetto–cantiere in quanto è l'oggetto della valutazione non consiste in una specifica attività produttiva, ma in un progetto esecutivo, esso stesso assoggettabile a modifiche, che condurrà alla realizzazione di un'opera.

[2] Alla Matrice di valutazione delle probabilità possono essere assegnati i seguenti valori:

0                    improbabile

1                    Bassa

2                    Media

3                    Elevata

[3] Alla Matrice di valutazione delle magnitudo possono essere assegnati i seguenti valori:

0                    Assente

1                    Lieve

2                    Media

3                    Rilevante

[4] Alla Matrice di valutazione degli ambiti di rischio possono essere assegnati i seguenti valori:

Assente (punteggio nullo)

Basso (punteggi 1, 2)

Medio (punteggi 3, 4)

Alto (punteggi 6, 9)

[5] Alla Matrice di valutazione degli ambiti di rischio possono essere assegnati i seguenti valori:

Assente (punteggio nullo)

Bassissimo (risultati entro il 20% del più alto valore ottenuto)

Basso (risultati compresi tra il 20% ed il 40% del più alto valore ottenuto)

Medio (risultati compresi tra il 40% ed il 60% del più alto valore ottenuto)

Alto (risultati compresi tra il 60% ed l'80% del più alto valore ottenuto)

Altissimo (risultati compresi tra l'80% ed il 100% del più alto valore ottenuto)

[6] Si veda l'Art. 4, comma 1, del Dlgs 626/94.

 

 
     
 

|  |  Ultima revisione martedì 30 luglio 2013 | ©  Cipriano Bortolato | Note legali |